Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate

 

La qualificazione ambientale delle aree produttive è la frontiera con cui confrontarsi sia per la realizzazione di nuovi insediamenti sia per la "ristrutturazione" di quelli esistenti. Lo sviluppo di dotazioni infrastrutturali funzionali ad affrontare determinati aspetti ambientali propri di un insediamento e l'attivazione di sistemi di gestione ambientale di area, oltre a portare ricadute positive per l'ambiente, la società e le imprese insediate, vanno ad aumentare il rendimento dell'area stessa.

 

L'impostazione di un percorso di eco-efficienza a livello di intera area industriale offre una serie di vantaggi, economici ed ambientali, rispetto al conseguimento di miglioramenti realizzati a livello di singolo sito produttivo in quanto può essere sfruttata la possibilità di condividere su più imprese interessate specifici interventi di miglioramento e si possono progettare servizi ambientali comuni per l'area. Lo sviluppo di una gestione ambientale unitaria per un intero ambito produttivo tiene infatti conto dei legami di interdipendenza gestionale che possono esistere tra le imprese insediate (con possibilità di risparmi ottenuti con la valorizzazione di alcuni flussi di input e output, l'adozione congiunta di tecnologie altrimenti non praticabili da una singola realtà, lo sviluppo di servizi collettivi, ecc.) e risponde quindi alla difficoltà che le singole aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni, possono incontrare nel rispondere efficacemente (e secondo criteri anche di sostenibilità economica) alle diverse questioni ambientali.

 

I conseguimento di obiettivi di qualità ambientale a livello di area può essere infine sfruttato come strumento di marketing territoriale verso i potenziali locatari, le istituzioni finanziarie e le comunità locali contigue all'area e quindi divenire forte elemento di competitività con altre aree produttive.

 

In sintesi, da una efficace gestione d'area delle questioni ambientali si ottiene:

-          una riduzione della pressione generata dal sistema produttivo sull'ambiente e la comunità locale;

-          un incremento del vantaggio competitivo dell'area;

-          un utilizzo del suolo più efficiente;

-          un aumento del valore del terreno dell'area e delle zone circostanti;

-          una riduzione dei costi per infrastrutture e servizi;

-          un incoraggiamento ai locatari a non trasferirsi;

-          una riduzione dei rischi ambientali;

-          un insieme di vantaggi economici per le imprese insediate quali:

  • reperimento di materiali, acqua e energia a costi inferiori;
  • utilizzo di servizi di gestione rifiuti a costi inferiori;
  • possibilità di valorizzazione di flussi di scarto;
  • riduzione dei premi assicurativi;
  • miglioramenti dell'immagine;
  • soddisfazione dei dipendenti e incremento della produttività.

 

Vi sono due differenti tipologie di sinergie realizzabili all'interno di un'area produttiva:

-          sinergie di sostituzione che consistono nell'utilizzo, da parte di alcuni processi operanti all'interno dell'area (in sostituzione dello sfruttamento di risorse vergini), dei flussi di acqua, calore, rifiuti o sottoprodotti generati da altre aziende dell'area (sviluppo di processi produttivi "simbiotici");

-          sinergie legate alla presenza di necessità comuni (utilizzo delle stesse materie prime, esigenze energetiche, produzione di scrichi liquidi con composizione assimilabile, generazione di rifiuti di analoga natura, altro) che possono essere più efficacemente e convenientemente soddisfatte attraverso strategie di gestione comune (es. creazione di gruppi di acquisto per la fornitura delle materie prime o dell'energia, sfruttamento di impianti centralizzati per il trattamento degli scarichi o la produzione energetica, condivisione dei sistemi di trasporto e trattamento dei rifiuti, ecc.).

 

A questi elementi va aggiunto anche l'aspetto di attivazione di processi di collaborazione tra le imprese dell'area poiché in mancanza di una situazione di fiducia reciproca tra le imprese e di una reale rete di cooperazione non è possibile realizzare alcuna simbiosi né alcuna condivisione efficace di servizi.

 

Un percorso di qualificazione ambientale degli ambiti produttivi regolamentato a livello normativo è quello che porta alla realizzazione di aree ecologicamente attrezzate:

  • il tema è stato introdotto dal D.Lgs. 112 del 1998 (decreto Bassanini);
  • la Regione Emilia-Romagna è una delle poche regioni che ha affrontato in modo concreto il tema delle aree ecologicamente attrezzate, arrivando ad emanare specifici provvedimenti con cui ha tradotto le indicazioni generali del DLgs.112/98 in contenuti normativi di disciplina della materia;
  • a livello locale, la Provincia di Bologna ha sviluppato, sulla base delle indicazioni regionali, delle linee guida applicative per la realizzazione delle APEA (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate).

 

Rispetto al tema specifico dei rifiuti, strettamente interconnesso con la tematica dell'utilizzo dei materiali, le linee guida provinciali per le APEA prevedono le seguenti schede operative con interventi applicabili per lo sviluppo di nuove aree produttive o per la riqualificazione di aree esistenti:

  • progettazione del nuovo:

Nel caso di realizzazioni di nuove aree, le linee guida indirizzano verso l'uso di materiali e tecniche a basso impatto ambientale nella fase di costruzione degli stabili dell'Apea, con particolare attenzione alla gestione del cantiere ed all'utilizzo di materiali ad elevata riciclabilità e provenienti da impianti di recupero di rifiuti inerti (valutando però attentamente anche le prestazioni complessive dell'edificio, in termini sia di contenimento dei consumi energetici che di comfort microclimatico, acustico ecc.).

Altro punto trattato riguarda la corretta progettazione fin da subito delle aree destinate al deposito temporaneo dei rifiuti delle diverse attività produttive.

Infine, per quanto riguarda la possibilità di predisporre l'Apea di un deposito collettivo a servizio di tutte le realtà insediate, nonostante vi sia un orientamento positivo per una soluzione di tale tipo - che peraltro potrebbe permettere una gestione ambientalmente ed economicamente efficace - non si ritiene che attualmente vi siano gli strumenti normativi sufficienti per poter prescindere da una specifica autorizzazione rifiuti ai sensi del recente D.Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).

  • riqualificazione aree esistenti / interventi gestionali:

Le linee guida esplicitano la seguente gerarchia per i rifiuti prodotti in un'Apea:

i)        riutilizzo/recupero di materia all'interno del processo produttivo che ha prodotto lo scarto;

ii)       riutilizzo/recupero di materia presso una attività produttiva appartenente alla stessa Apea;

iii)      recupero energetico all'interno del processo produttivo che ha prodotto lo scarto;

iv)    recupero energetico presso una attività produttiva appartenente alla stessa Apea;

v)     riutilizzo/recupero di materia esternamente all'Apea;

vi)    recupero energetico esternamente all'Apea;

vii)   smaltimento in discarica.

 

Viene infine promossa una gestione collettiva dei rifiuti, organizzata a livello di area produttiva. La piattaforma web di CNA Bologna costituisce un utile strumento funzionale all'attuazione di questo tipo di obiettivo